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lunedì 3 novembre 2014

4 NOVEMBRE

In occasione della ricorrenza del 4 novembre pubblichiamo questa bella e profonda lettera scritta dal Sindaco di Messina Renato Accorinti, indirizzata ai sindaci italiani e dedicata ai temi della pace e del disarmo a 100 anni dalla prima guerra mondiale.

4 NOVEMBRE: 100 ANNI DALLA PRIMA GUERRA MONDIALE
 APPELLO AI SINDACI
RIFLESSIONI SULLA GUERRA E LA VIA DEL DISARMO

I cento anni dall’inizio della prima guerra mondiale sono un’occasione per fermarsi a riflettere.
Cento anni trascorsi in cui l’umanità ha conosciuto il flagello di due guerre mondiali, che hanno portato indicibili afflizioni all’umanità, e di tante altre guerre, molte delle quali ancora in corso. L’esperienza della guerra ha ferito in modo indelebile la coscienza collettiva. Una ferita sempre aperta, che ha come simbolo per eccellenza due delle più estreme aberrazioni umane: le bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki e i campi di concentramento nazifascisti.
Ma, dagli abissi del profondo dolore e cordoglio, gli uomini hanno recuperato il senso dell’appartenenza ad un’unica famiglia umana e si sono riuniti insieme per tracciare un nuovo percorso per il popolo della terra; e superando differenze culturali, politiche e religiose hanno consegnato ai posteri la speranza della pace.
Appena subito dopo la guerra nacquero l’ONU (1945), la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo (1948) la Costituzione Italiana (1948) e a seguire tanti altri patti internazionali a tutela della vita e dei diritti, oltre che umani, dell’intero pianeta e di tutte le forme di vita. I nostri padri costituenti affermarono in modo inequivocabile la scelta etica che la repubblica nascente aveva assunto da quel momento in poi. All’articolo 11 della nostra Costituzione sancirono per sempre che “l’Italia ripudia la guerra”.
Il pericolo di perdere questo patrimonio di consapevolezza è altissimo. Mi ritornano in mente le inquietanti ed emblematiche parole di Reagan: “Il tenore di vita degli americani non è negoziabile”. Concetto assimilato da molte altre nazioni. Nei fatti molti stati hanno violato questi accordi e continuano a calpestare tutti i diritti umani in nome di un presunto diritto più grande: quello di tutelare ed aumentare il proprio benessere a qualunque costo. Il risultato è l’arricchimento di pochi e l’impoverimento di gran parte del mondo. Risorse rubate, povertà, morte ed enormi flussi di migranti che scappano dagli orrori della guerra a causa delle politiche egoistiche occidentali.
Mi piace invece ricordare le parole illuminate del nostro presidente della Repubblica e Capo delle Forze Armate, Sandro Pertini, che disse: “Svuotate gli arsenali strumenti di morte. Riempite i granai fonte di vita”.
Mi piace ricordarle anche a voi tutti, amici sindaci. Perché abbiamo il dovere di ascoltare quell’esortazione e farla nostra, consapevoli delle enormi carenze con le quali siamo costretti ad amministrare le nostre città, chiedendo di riconvertire le enormi ed insopportabili spese militari in investimenti sulla scuola, sui servizi essenziali per i più deboli, compresi i nostri fratelli migranti, sulla messa in sicurezza dei territori, sulle infrastrutture essenziali che danno slancio ad economia e lavoro.
Sulla scuola in particolare ci tengo a soffermarmi, perché vera fucina di pace, ricordando la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani che all’art.26, comma 2, dichiara: “L’istruzione deve essere indirizzata al pieno sviluppo della personalità umana ed al rafforzamento del rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Essa deve promuovere la comprensione, la tolleranza, l’amicizia fra tutte le Nazioni, i gruppi razziali e religiosi, e deve favorire l’opera delle Nazioni Unite per il mantenimento della pace”.
Il grande compito della scuola è formare le nuove generazioni, i nuovi cittadini, insegnando lo spirito critico e la cultura della partecipazione e della nonviolenza con l’obiettivo di costruire una società consapevole dei propri diritti e doveri, nella quale le sottoculture mafiose non possano più attecchire.
In questi anni i governi hanno progressivamente ridotto i finanziamenti erogati ai comuni e noi sindaci, avamposto dello Stato, siamo spesso lasciati soli in prima linea, impossibilitati a dare risposte, a poter soddisfare tutti quei diritti e servizi sacrosanti che i nostri concittadini ci chiedono giornalmente.
Ottenere tutto questo attraverso la riconversione delle spese militari sarebbe una enorme svolta spirituale e culturale che cambierebbe il corso della storia.
Liberiamoci finalmente dal timore di osare di chiedere con forza che l’Italia (il cui patrono, San Francesco d’Assisi, è icona di pace e fratellanza fra tutti gli esseri viventi) diventi avanguardia di una nuova politica nonviolenta abbandonando per sempre la via della guerra e scegliendo la via di pace. In nome della libertà, dell’uguaglianza e della fratellanza tra tutti i membri della famiglia umana.
Invito tutti noi ad unirci in un gesto simbolico, silenzioso, nella memoria ed in nome di tutti i caduti in guerra, esponendo durante la cerimonia del 4 Novembre la bandiera della pace.
 
Messina, 3 Novembre 2014
 
Renato Accorinti
Sindaco della città di Messina

sabato 18 ottobre 2014

CONFERENZA DEL TURISMO BUJESE

Ecco di seguito il testo della mozione protocollata oggi dal gruppo Buja bene comune - Buje par ducj per chiedere che in occasione del prossimo Consiglio comunale venga discussa e votata l'istituzione della Conferenza sul Turismo Bujese:
 
Buja/Buje, 18 ottobre 2014

Oggetto: mozione su istituzione CONFERENZA DEL TURISMO BUJESE e relativo gruppo di lavoro.
 
I sottoscritti consiglieri comunali chiedono che la seguente mozione venga inserita all’o.d.g. del prossimo Consiglio Comunale.

Il Consiglio comunale di Buja / Buje
 
ricordato come il turismo rappresenti un’attività di dimensione globale dalle molteplici sfaccettature ed implicazioni che, particolarmente in Italia, assume, oggi ancor più che in passato, un importante valore sociale ed economico, rappresentando ben più del 5% del PIL nazionale;

sottolineato come negli ultimi anni le forme del turismo che maggiormente hanno garantito buone od ottime risposte anche in presenza dell’attuale crisi economica siano quelle di tipo culturale, rurale e naturalistico improntato sulla qualità, genuinità, arte, tipicità e rispetto per l’ambiente e declinate nelle modalità dolci, “slow”, “low cost” e tematiche;

visto il Piano strategico di Turismo FVG per il 2014 - 2018;

ricordato il contesto geografico e comprensoriale di cui Buja fa parte, collina friulana ai piedi dell’area montana, ed anche la sua collocazione baricentrica rispetto alla Regione Friuli Venezia Giulia;

considerate le peculiarità naturali, storiche, culturali, artistiche e produttive ed il patrimonio di tradizioni che caratterizzano il Comune di Buja;

ricordata la presenza strategica ai confini comunali di un casello autostradale;

sottolineata l’esistenza sul territorio comunale di una pista ciclabile di collegamento fra l’area montana ed il mondo d’oltralpe con il Mare Adriatico;

ricordata la presenza attiva di Istituzioni ed Associazioni quali la Pro Buja, l’Ecomuseo delle Acque e la Comunità Collinare già impegnate in loco a vario titolo nella promozione territoriale;

dato atto della necessità di non assumere scelte di settore scollegate dal contesto territoriale di riferimento, tanto più di fronte ad un mercato globale quale è quello turistico, ma di coordinare le strategie turistiche con quelle di altre realtà, quali, in particolare, la Regione Friuli Venezia Giulia  e la Comunità Collinare del Friuli;

manifestata l’intenzione di coinvolgere nel percorso da intraprendere anche il Comune di Treppo Grande;

sottolineata infine l’importanza, ancor più nell’attuale situazione di crisi economica, di creare spazi di elaborazione e progettazione partecipata e condivisa che vedano coinvolti prioritariamente i principali portatori di interesse del settore e grazie ai quali costruire percorsi sostenibili di fruizione a favore di cittadini e di sviluppo per le imprese
 
IMPEGNA SINDACO E GIUNTA COMUNALE
 
Ad istituire ed attivare entro la primavera del prossimo anno una specifica CONFERENZA DEL TURISMO BUJESE, aperta alla cittadinanza, in cui mettere a confronto i diversi portatori di interesse del settore al fine di identificare in maniera partecipata ed inclusiva le migliore strategie per giungere ad una adeguata valorizzazione turistica del territorio del nostro comune.
Ad istituire ed attivare in tempi rapidi uno specifico gruppo di lavoro (ex art. 33 dello Statuto comunale) presieduto dal Sindaco o suo delegato (con funzioni di presidente) e composto da ulteriori otto rappresentanti indicati da:
- maggioranza consiliare (anche non consigliere);
- minoranza consiliare (anche non consigliere);
- Pro Buja;
- Ecomuseo delle Acque del Gemonese;
- associazioni culturali – ricreative aventi sede nel comune;
- associazioni sportive aventi sede nel comune;
- commercianti ed esercenti, in numero di due di cui uno titolare di attività ricettiva e/o ristorativa.
La partecipazione al gruppo di lavoro avverrà a titolo gratuito.
Tale gruppo avrà la finalità di:
- organizzare e coordinare la suddetto CONFERENZA;
- individuare i soggetti portatori di interesse da invitare alla stessa e  promuoverla presso di loro;
- provvedere a favorire l’attuazione delle conclusioni della CONFERENZA;
- redigere una bozza di strategia turistica per il nostro comune;
- coadiuvare l’Amministrazione comunale nelle politiche turistiche.
A organizzare periodiche relazioni del gruppo di lavoro sulle proprie attività e proposte al Consiglio comunale.
A individuare un importo, seppur di modesta entità, per lo svolgimento della CONFERENZA.
 
Marco Virgilio
Stefano Santi

mercoledì 8 ottobre 2014

DUE PESI E DUE MISURE OVVERO LA MEMORIA CORTA E L’EFFETTO BOOMERANG

Non molto tempo fa, durante una campagna elettorale, l’attuale Sindaco in cerca di voti affermò che bisognava scegliere lui anche perché la sua forza politica governava lo Stato, la Regione e la Provincia. Questo avrebbe garantito un canale privilegiato al comune di Buja per ricevere finanziamenti a iosa, cosa che non sarebbe accaduta se avesse vinto la parte avversa.
In effetti poi di grandi finanziamenti al nostro Comune non se ne sono visti.
Ora che le cose sono un po’ cambiate non passa seduta di Consiglio senza che il nostro si lamenti del fatto che la Regione ignora Buja perché retta da un Giunta di altro colore.
Bergagna pensa che tutti i politici ragionino come lui ma fortunatamente non è così.
Il problema principale è forse che l’impegno e le progettualità della nostra Amministrazione lasciano un po’ a desiderare e che la Regione non funziona più come un bancomat.
I soldi arriveranno quando ci sarà una svolta che riuscirà ad elevare la qualità complessiva delle proposte. Ma questa Amministrazione è in grado di farlo?