Qualcosa di nuovo emerge dall'articolo pubblicato ieri sul Messaggero Veneto a riguardo dell'atteggiamento del Sindaco uscente nei confronti del tema immigrazione. Ad essere onesti il Bergagnapensiero sulla questione sembra un po' confuso e contraddittorio scorrendo i contenuti dell'articolo, tuttavia tra le righe emerge un'evidente apertura verso l'accoglienza dei profughi siriani.
Di seguito il testo integrale dell'articolo (cliccare sull'immagine per ingrandire):
Qualche riflessione: è vero che il Comune di Buja non ha firmato lo SPRAR proposto dalle prefetture, è vero che emerge il grido del momento "prima gli italiani", "prima i bujesi", "vanno fatti i rimpatrii". Istanze sotto i riflettori in questo periodo storico e ascoltate in parte pochi giorni fa in sala consiliare anche dal leghista Fedriga.
Però leggiamo pure che: "Se si tratta di una famiglia siriana - dice Bergagna - che scappa dalla guerra non c'è problema, anzi mi preoccuperei giornalmente di vedere come stanno...".
C'è dunque un'apertura chiara del Sindaco Bergagna ad accogliere almeno delle famiglie in fuga dalle guerre, cittadini siriani, si può aggiungere, a lume di logica, anche provenienti da altre zone tormentate dai conflitti bellici. Si potrebbe lavorare su questa disponibilità.
A Buja al momento, non c'è alcun richiedente asilo, profugo o , come li definisce Bergagna, "avventurieri pakistani". Questa amministrazione ritiene una presenza ingombrante 18 profughi su oltre 6700 abitanti, con piglio etico ritrovato non vuole barattare solidarietà con finanziamenti. Nulla da eccepire, è una linea abbastanza diffusa nelle coalizioni Destra-Lega locali in tutto il Paese, lecito che la esprimano proprio ora in campagna elettorale anche a Buja.
La Prefettura tenga però conto di quanto espresso da Stefano Bergagna in merito alla disponibilità di accogliere famiglie siriane in fuga dalla guerra, in fondo anche Angela Merkel ha in qualche modo favorito quel tipo di accoglienza nella grande Germania.
In mezzo a tanti concetti approssimativi e impregnati di propaganda, espressi nell'articolo dal Sindaco uscente, come non notare questa apertura verso l'accoglienza dei profughi, sia pure in forma ristretta.
Per ora in questa sonnacchiosa campagna elettorale bujese del tema immigrazione si è parlato poco, sarebbe interessante conoscere il pensiero di tutti i candidati su un argomento così dibattuto a livello nazionale e che in fondo ci può riguardare anche da molto vicino.
MOVIMENTO DI IDEE IN MOVIMENTO, Il laboratorio di partecipazione civica e popolare a Buja
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mercoledì 31 maggio 2017
martedì 23 maggio 2017
E PER FORTUNA CHE CI SONO LE ASSOCIAZIONI A BUJA!

Sabato 27 maggio 2017 alle ore 11.00 presso la Biblioteca Comunale di Buja verrà presentata la pubblicazione Pro BUJA La presenza dell'Associazionismo nella storia del paese curato da Mirella Comino ed Egidio Tessaro.
pubblicazione
Naturalmente anche noi invitiamo i cittadini a partecipare a questo evento, perfettamente consapevoli del valore dell'associazionismo in generale e qui a Buja.
Pensando a questo appuntamento risulta ancora più difficile conciliare lo spirito della pubblicazione con i bizzarri concetti espressi da alcuni rappresentanti della maggioranza durante la parte finale del Consiglio comunale di ieri sera, 22 maggio. Tra l'altro, l'ultimo Consiglio di questa legislatura che forse si poteva chiudere meglio.
Sì perché, parlando d'altro, di finanziamenti regionali verso i comuni (sostenendo la tesi che l'attuale maggioranza regionale favorisca le erogazioni verso i comuni "amici", diciamo dello stesso colore) l'Assessore Pezzetta cita, come esempio virtuoso dell'operato dell'amministrazione Bergagna, l'aver erogato fondi a tutte le associazioni del territorio, anche a quelle di colore politico diverso.
E ci mancherebbe! Innanzi tutto il Sindaco è il Sindaco di tutta la cittadinanza una volta eletto e fuori dalle campagne elettorali, e così l'Amministrazione tutta. Poi...come si può trattare il pianeta associazioni (tutte, sportive, culturali, ecc.) come una sorta di soggetto politico? Non si può!!
Come cittadini crediamo che sia lecito aspettarsi delle scuse da parte dell'Assessore Pezzetta, in realtà in parte sostenuta anche da altri della maggioranza e della giunta, in merito a questo scivolone inelegante e molto poco istituzionale. Non se la prendano l'Assessore e la maggioranza ma queste non sono cose da dire con leggerezza in una sede come il Consiglio comunale.
Poi per carità, si può pure perdonare un'uscita fuori dalle righe, magari dovuta al fervore del dibattito, se almeno si riconosce di aver sbagliato. Le associazioni sono associazioni, non confondiamo le acque altrimenti andiamo a svilire l'impegno genuino e appassionato delle tante persone attive nelle società civile cittadina. Un potenziale impoverimento di cui proprio non si sente la necessità.
Non crediamo che sia il caso, come fatto ieri sera dalla maggioranza, anche dal Sindaco, di strumentalizzate temi delicati come questo per fini elettorali. Rimestare a casaccio nel fango, con l'aggravante morale di averlo fatto nell'ultimo Consiglio comunale per un po' di propaganda di basso cabotaggio, non fa raggiungere qualche obiettivo utile. Concorre semplicemente ad abbassare il livello culturale, il senso comune delle Istituzioni e la considerazione dei principi costituzionali.
L'occasione per questa giunta di riparare alla maldestra uscita potrebbe proprio essere l'incontro pubblico di sabato 27 maggio...aspettiamo fiduciosi...
giovedì 11 maggio 2017
ELEZIONI 11 GIUGNO: USCITE LE LISTE
Da qui all'11 giugno ci sarà tempo e modo di approfondire il panorama politico che si è delineato a Buja in vista delle elezioni con la pubblicazione delle liste partecipanti al confronto elettorale per il governo del Comune. Qualche considerazione a caldo si può già fare:
A sfidarsi saranno solo due candidati sindaci rispetto ai quattro delle elezioni 2012, il Sindaco uscente Stefano Bergagna, sostenuto da quattro liste, e Andrea Tondolo, sostenuto da tre liste.
Le liste che sostengono Stefano Bergagna sono in buona parte le stesse di cinque anni fa ma questa volta al posto di Buja 2022 compare Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale, a questo punto contiamo due lista civiche e due di partiti considerando anche la Lega Nord.
Andrea Tondolo è invece appoggiato da sole liste civiche, senza simboli di partito. Tra i sostenitori anche esponenti che hanno lavorato all'opposizione nell'ultima legislatura. Buja bene comune non partecipa a questa competizione elettorale. Diverse le presenze dal mondo dell'associazionismo, lo stesso Tondolo è da tempo molto impegnato su questo fronte, tanti i giovani.
Le prime schermaglie già si notano, soprattutto dai report del Messaggero Veneto, per ora lanciate soprattutto dai sostenitori di Bergagna.
Il nostro movimento continuerà ad operare sul territorio, al di fuori del Consiglio comunale, siamo quindi molto interessati ai destini amministrativi e politici di Buja. In questo senso si può già esprimere qualche pensiero.
A sfidarsi saranno solo due candidati sindaci rispetto ai quattro delle elezioni 2012, il Sindaco uscente Stefano Bergagna, sostenuto da quattro liste, e Andrea Tondolo, sostenuto da tre liste.
Le liste che sostengono Stefano Bergagna sono in buona parte le stesse di cinque anni fa ma questa volta al posto di Buja 2022 compare Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale, a questo punto contiamo due lista civiche e due di partiti considerando anche la Lega Nord.
Andrea Tondolo è invece appoggiato da sole liste civiche, senza simboli di partito. Tra i sostenitori anche esponenti che hanno lavorato all'opposizione nell'ultima legislatura. Buja bene comune non partecipa a questa competizione elettorale. Diverse le presenze dal mondo dell'associazionismo, lo stesso Tondolo è da tempo molto impegnato su questo fronte, tanti i giovani.
Le prime schermaglie già si notano, soprattutto dai report del Messaggero Veneto, per ora lanciate soprattutto dai sostenitori di Bergagna.
Il nostro movimento continuerà ad operare sul territorio, al di fuori del Consiglio comunale, siamo quindi molto interessati ai destini amministrativi e politici di Buja. In questo senso si può già esprimere qualche pensiero.
- Scorrendo liste e nomi è molto evidente l'ulteriore decisa svolta a destra della coalizione che sostiene Stefano Bergagna. L'ingresso di Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale, con contributi provenienti da Forza Nuova, la stessa Lega Nord ormai trasformata da Salvini in partito di destra radicale su scala nazionale (di fatto sempre meno interessata alle istanze locali e di autonomismo) - anche a detta dell'ex segretario Maroni -, la conferma della civica Valori Lavoro Famiglia, capitanata dall'attuale vicesindaco Giovanni Calligaro, segnano un chiaro allontanamento da posizioni moderate di centro.
- Si ha l'impressione di un certo nervosismo da parte dei Bergagnani di fronte all'entrata in gioco di Andrea Tondolo e Bruno Cattarino, da giorni si leggono interventi sui giornali e sui social media che cercano di attribuire al candidato sindaco una connotazione di sinistra solo per il fatto che una delle liste a sostegno vede anche nomi provenienti da gruppi che in questi cinque anni sono stati all'opposizione. Molto attivi in questo senso sono l'assessore Silvia Maria Pezzetta e Marco Zontone. Risulta però quasi surreale il quadro che vogliono dipingere vista la storia di Tondolo e della maggioranza delle persone inserite nelle tre liste.
- Altro punto importante l'assenza di una lista Movimento 5 Stelle.
- Ulteriore elemento di riflessione è l'uscita di scena dell'ex Sindaco Luca Marcuzzo. Dalle sue dichiarazioni al giornale si era avuta l'impressione di un suo ritorno con una lista e della sua volontà di sostenere Andrea Tondolo.
Per ora ci fermiamo qui, certamente rimane chiara la sensazione di un eccessivo sbilanciamento a destra di Bergagnaland, un dato di cui non si potrà non tenere conto nel campo del centro moderato di ispirazione cattolica, del centrosinistra e dell'associazionismo bujese e dei suoi valori...
mercoledì 15 marzo 2017
BBC: UN MANIFESTO PER IL FUTURO
Il movimento di idee Buja Bene Comune – Buje par ducj,
facendo riferimento al proprio programma e forte dell’esperienza maturata in
questi anni cinque di presenza in consiglio comunale:
PRENDE ATTO
- della ormai marcata marginalizzazione di Buja nel più ampio contesto territoriale regionale che, nonostante la ricchezza delle risorse naturali e culturali e socio - economiche e l’attivismo del comparto associativo, sta relegando il nostro comune ad un ruolo secondario;
- dello snaturamento delle tradizionali caratteristiche costitutive del comune che ha portato ad una perdita di identità delle borgate senza essere in grado di sostituire questo con intelligenti processi di modernizzazione del comune;
- della ormai cronica mancanza di una visione strategico-progettuale da parte dell’Amministrazione, intenta principalmente a coltivare piccole rendite di potere locale;
- del progressivo ed irreversibile impoverimento del Consiglio comunale come luogo della partecipazione, del confronto di idee e della costruzione di progettualità;
RITIENE PERTANTO INDISPENSABILE E PRIORITARIO
- impegnarsi nelle attività culturali volte a far rinascere nel paese l’abitudine alla partecipazione, al coinvolgimento ed al confronto
- sperimentare la costruzione di modelli decisionali democratici ed inclusivi, organizzati e gestiti dal basso, finalizzati alla relazione di progettualità innovative e sostenibili
Alla luce di questo alle
prossime elezioni comunali intende dare il proprio appoggio a candidate e
candidati presenti in liste che segnino una chiara discontinuità sia in termini
di persone sia di programmi con l’attuale maggioranza e che si impegnino
formalmente a sostenere quanto esposto in precedenza ed i seguenti punti:
- difesa e valorizzazione delle identità multiple dei borghi, delle frazioni e del loro patrimonio artistico, culturale e linguistico, nell'ottica della multiculturalità e del plurilnguismo, individuando strumenti per il rilancio delle attività manifatturiere, artigianali e agricole, ma anche dei piccoli esercizi commerciali di prossimità, sostenendo e potenziando le iniziative dedicate all'accoglienza (ospitalità e ristoro) dei cicloturisti, riqualificando la partecipazione popolare e giovanile per i gemellaggi con le comunità di Vilsbiburg, Domont ed Aprilia;
- impegno quotidiano per l’ordinaria manutenzione e le straordinarie piccole opere per migliorare e sostenere le strutture e i servizi pubblici diffusi sul territorio;
- costruzione di rapporti di collaborazione condivisa con i comuni limitrofi dell'area collinare e pedemontana, anche per elaborare percorsi concordati e diffusi, sia nella programmazione degli insediamenti delle attività produttive che nell'organizzazione del trasporto pubblico locale e dei servizi sociali e assistenziali, sia nei campi ambientale, paesaggistico, culturale e artistico;
- impegno nella ricerca di finanziamenti attraverso la costruzione di progetti, con particolare interesse alle possibilità offerte dallUE.
mercoledì 8 marzo 2017
lunedì 6 marzo 2017
SOTTO ELEZIONI DONA UN PO’ DI ASFALTO!
L’asfalto per le elezioni è un po’ come il panettone per il
Natale o l’uovo per Pasqua.
Quando ci si avvicina alle urne ecco comparire camion e
rulli compressori e diffondersi per le strade quel buon odore di bitume di una
volta.
Questa tradizione ha un’ampia diffusione territoriale e il
nostro comune non fa eccezione. In questi giorni infatti le vie di Buja sono
tutto un fiorire di asfaltature distribuite in più stili: a piena sede
stradale, a fasce, a losanghe, a rattoppi.
Sembra che se non si compie questa operazione di
manutenzione prima del completarsi dei comizi elettorali non vi sia un domani
per la viabilità.
Ma forse il termine operazione è riduttivo ed improprio; in
realtà si tratta di un vero e proprio rito a cui l’amministrazione non può e
non vuole sottrarsi. Anzi si potrebbe definire un autentico rito di
purificazione, dato che con la stesura del manto bituminoso dovrebbe scomparire
la memoria del cittadino sul poco o nulla prodotto in cinque anni di
legislatura, trasformandolo in elettore grato e osannante di fronte alle
magnifiche sorti e progressive che gli sono state così generosamente elargite.
E così in questo periodo chi non trova almeno un po’ di
asfalto nuovo di fronte a casa propria si sente un po’ abbandonato, un po’
cittadino di serie B.
E allora, Amministratore, non essere di braccino corto! Ad
ogni elezione dona un po’ di asfalto ai tuoi cittadini! Scalderà loro il cuore e te ne saranno riconoscenti per sempre.
martedì 29 novembre 2016
INCONTRO SULLA SCUOLA A BUJA
I gruppi consiliari di BujaBeneComune, Autonomia e Solidarietà e VivereBuja invitano amministratori, mondo della scuola e cittadini ad un incontro pubblico dedicato al rapporto tra amministrazione regionale e Comuni sui temi della scuola. Un occasione per capire meglio e dalla fonte i criteri di distribuzione delle risorse dedicate alla scuola dalla Regione ai Comuni. L'Amministrazione in carica del Comune di Buja, guidata dal Sindaco Bergnagna, ha espresso molte perplessità sull'argomento nell'ultimo Consiglio Comunale, facendo intendere che le scelte possano essere addirittura basate sul colore politico delle giunte comunali. Quale migliore occasione per ascoltare un dibattito aperto e franco e fissare dei punti fermi in un ambito che è centrale come la scuola e l'istruzione.
GIOVEDì 1 DICEMBRE ALLE ORE 20.30
PRESSO LA BIBLIOTECA COMUNALE A S. STEFANO DI BUJA
Interverrà l'Assessore regionale alle Infrastrutture e al Territorio
Maria grazia Santoro
Di seguito l'invito completo:
INVITIAMO TUTTI A PARTECIPARE!
domenica 24 luglio 2016
SULLA CLASSIFICA DEI COMUNI "RICICLONI"...
Alcune considerazioni rispetto alla graduatoria dei quarantasei comuni ricicloni della provincia di Udine, stilata da Legambiente e comparsa sul quotidiano il Messaggero Veneto di lunedì 11 luglio.
Il criterio per poter entrare in classifica non era solamente la percentuale di rifiuto riciclato, ma anche la quantità di secco residuo pro capite, che non doveva superare i 75 chilogrammi per abitante all’anno.
La logica vorrebbe che più si ricicla meno secco residuo si produce e questo certamente vale per il primo classificato. Il comune di San Vito di Fagagna infatti, ricicla l’84,3 % dei rifiuti, ha un residuo secco per abitante di 38,7 kg/anno, quindi ogni abitante produce circa 250 kg all’anno d’immondizie.
Il comune di Buja, che è 39°, ricicla l’81,4% dei rifiuti, ha un residuo secco per abitante di 73,00 kg/anno e quindi ogni abitante di Buja produce poco meno di 400 kg all’anno d’immondizie.
Se prendiamo un altro comune a noi vicino, con numero di abitanti simile come Majano, abbiamo i seguenti risultati: 78,70% di riciclato, 67,50 kg di indifferenziato per persona all’anno e poco più di 310,00 kg all’anno di immondizie.
Questo cosa vuol dire?
E’ probabile che l’alta percentuale di rifiuti riciclati nel nostro comune non sia reale, ma solo il risultato di un calcolo matematico. Produco “tot”, levo la quota di indifferenziato che raccolgo settimanalmente, quello che rimane è rifiuto riciclato. Poi bisognerebbe andare a vedere cosa ho riciclato: i cassonetti sono sotto gli occhi di tutti e ognuno si può fare un’opinione di come vengono usati.
Detto ciò non si può negare che comunque il Comune di Buja nella graduatoria di Legambiente è l’unico che non si serve dei servizi di A&T 2000, ma di quelli della NET. Infatti su 46 Comuni ben 28 aderiscono ad A&T 2000; gli altri - eccetto Buja - fanno parte della Comunità Montana della Carnia e, per la quasi totalità, la raccolta viene fatta porta a porta. Un tipo di raccolta che, evidentemente, paga non solo in termini di riciclo ma anche di produzione totale di rifiuti.
L’obiezione che è sempre stata mossa dalla nostra amministrazione, per non aderire al porta a porta sono gli alti costi ed il conseguente innalzamento delle tariffe ai cittadini, che tale sistema comporta. Non sembra proprio così, l’ultima bolletta pagata dalla nostra famiglia (3 persone) è di € 180,00, una famiglia analoga di San Vito di Fagagna paga € 210,00 ed una di Pasian di Prato 179,00, in tutti e due i casi con fornitura di sacchetti compresa (fonte sito di A&T 2000).
Ribadisco, come già fatto in altre occasioni, che il sistema di raccolta dei rifiuti porta a porta, è da preferire all’uso dei cassonetti, soprattutto se questo avviene senza una costante, precisa e frequente sensibilizzazione dei cittadini. Se poi la tariffa viene composta da una quota fissa e da una quota corrispondente all’effettivo peso dell’indifferenziata che ogni nucleo famigliare produce, il gioco è fatto. Possiamo ridurre la produzione di rifiuti e non innalzare le tariffe, anzi per i più virtuosi ci sarebbe anche una riduzione.
Ormai la fase di sperimentazione è superata, possiamo prendere d’esempio gli altri Comuni a noi vicini e finalmente adottare il sistema porta a porta? Capisco che all’inizio può sembrare non facile ma se l’hanno fatto gli altri noi non saremo mica da meno….
a cura di Mauro Pignataro
Il criterio per poter entrare in classifica non era solamente la percentuale di rifiuto riciclato, ma anche la quantità di secco residuo pro capite, che non doveva superare i 75 chilogrammi per abitante all’anno.
La logica vorrebbe che più si ricicla meno secco residuo si produce e questo certamente vale per il primo classificato. Il comune di San Vito di Fagagna infatti, ricicla l’84,3 % dei rifiuti, ha un residuo secco per abitante di 38,7 kg/anno, quindi ogni abitante produce circa 250 kg all’anno d’immondizie.
Il comune di Buja, che è 39°, ricicla l’81,4% dei rifiuti, ha un residuo secco per abitante di 73,00 kg/anno e quindi ogni abitante di Buja produce poco meno di 400 kg all’anno d’immondizie.
Se prendiamo un altro comune a noi vicino, con numero di abitanti simile come Majano, abbiamo i seguenti risultati: 78,70% di riciclato, 67,50 kg di indifferenziato per persona all’anno e poco più di 310,00 kg all’anno di immondizie.
Questo cosa vuol dire?
E’ probabile che l’alta percentuale di rifiuti riciclati nel nostro comune non sia reale, ma solo il risultato di un calcolo matematico. Produco “tot”, levo la quota di indifferenziato che raccolgo settimanalmente, quello che rimane è rifiuto riciclato. Poi bisognerebbe andare a vedere cosa ho riciclato: i cassonetti sono sotto gli occhi di tutti e ognuno si può fare un’opinione di come vengono usati.
Detto ciò non si può negare che comunque il Comune di Buja nella graduatoria di Legambiente è l’unico che non si serve dei servizi di A&T 2000, ma di quelli della NET. Infatti su 46 Comuni ben 28 aderiscono ad A&T 2000; gli altri - eccetto Buja - fanno parte della Comunità Montana della Carnia e, per la quasi totalità, la raccolta viene fatta porta a porta. Un tipo di raccolta che, evidentemente, paga non solo in termini di riciclo ma anche di produzione totale di rifiuti.
L’obiezione che è sempre stata mossa dalla nostra amministrazione, per non aderire al porta a porta sono gli alti costi ed il conseguente innalzamento delle tariffe ai cittadini, che tale sistema comporta. Non sembra proprio così, l’ultima bolletta pagata dalla nostra famiglia (3 persone) è di € 180,00, una famiglia analoga di San Vito di Fagagna paga € 210,00 ed una di Pasian di Prato 179,00, in tutti e due i casi con fornitura di sacchetti compresa (fonte sito di A&T 2000).
Ribadisco, come già fatto in altre occasioni, che il sistema di raccolta dei rifiuti porta a porta, è da preferire all’uso dei cassonetti, soprattutto se questo avviene senza una costante, precisa e frequente sensibilizzazione dei cittadini. Se poi la tariffa viene composta da una quota fissa e da una quota corrispondente all’effettivo peso dell’indifferenziata che ogni nucleo famigliare produce, il gioco è fatto. Possiamo ridurre la produzione di rifiuti e non innalzare le tariffe, anzi per i più virtuosi ci sarebbe anche una riduzione.
Ormai la fase di sperimentazione è superata, possiamo prendere d’esempio gli altri Comuni a noi vicini e finalmente adottare il sistema porta a porta? Capisco che all’inizio può sembrare non facile ma se l’hanno fatto gli altri noi non saremo mica da meno….
a cura di Mauro Pignataro
mercoledì 13 aprile 2016
REFERENDUM 17 APRILE: VOTIAMO E VOTIAMO SÌ
Invitiamo i cittadini a partecipare al referendum di domenica 17 aprile e a votare SÌ!
Non possiamo restare ancorati al passato, urge un nuovo piano di sviluppo energetico nel mondo ed in Italia. I combustibili fossili, gli stessi che stanno provocando la febbre all'atmosfera del nostro pianeta, sono già alle spalle, occorre investire risorse e ricerca su un tipo di sviluppo che contempli fonti energetiche alternative. A fronte dell'interesse di pochi quanto sta costando al pianeta, e quindi anche a noi, l'utilizzo di energia prodotta con i combustibili fossili? Dei danni causati dal cambiamento climatico globale teniamo conto sul prezzo del barile di petrolio? Quali vantaggi porterà, invece, puntare su energie alternative, tecnologie più sofisticate? Certamente uno sviluppo più sostenibile, aria più pulita e, con molta probabilità, posti di lavoro. E noi ancora a trivellare?
Condividiamo quindi il manifesto di Legambiente con i dieci motivi per andare a votare al referendum del 17 aprile e votare SÌ, lo riportiamo di seguito e vi chiediamo di non lasciar cadere questa opportunità di democrazia:
VOTANDO SÌ
diamo una scadenza certa alle concessioni di petrolio e gas in mare entro le 12 miglia dalla costa. La vittoria del referendum cancellerà l’ennesimo regalo fatto alle compagnie petrolifere grazie all’approvazione della Legge di Stabilità 2016, che permette loro di estrarre petrolio e gas nei nostri mari entro le 12 miglia, senza alcun limite di tempo. Se vince il SI, sarà ripristinata la norma precedente che prevede una scadenza temporale per ogni concessione.
VOTANDO SÌ
diamo una scadenza certa alle concessioni di petrolio e gas in mare entro le 12 miglia dalla costa. La vittoria del referendum cancellerà l’ennesimo regalo fatto alle compagnie petrolifere grazie all’approvazione della Legge di Stabilità 2016, che permette loro di estrarre petrolio e gas nei nostri mari entro le 12 miglia, senza alcun limite di tempo. Se vince il SI, sarà ripristinata la norma precedente che prevede una scadenza temporale per ogni concessione.
VOTANDO SÌ
non rinunciamo a una risorsa strategica. Il contributo delle attività estrattive entro le 12 miglia sono pari al 3% dei nostri consumi di gas e meno dell’1% di petrolio: quantitativi ridicoli per i nostri fini energetici, a fronte di rischi incalcolabili. Un contributo energetico che è abbondantemente compensato dal calo dei consumi in atto e che non comporterebbe alcun aumento di importazione. Se vince il SI, il popolo italiano dirà che questo gioco non vale la candela.
VOTANDO SÌ
ci riappropriamo del nostro mare. Attualmente, solo le compagnie petrolifere che operano entro le 12 miglia godono del privilegio di concessioni a tempo indeterminato. Nessuna concessione di un bene dello Stato può essere affidata a un privato senza limiti di tempo, come prevede anche la normativa comunitaria. Se vince il SI, sarà ripristinata la data di scadenza delle concessioni e il bene pubblico resterà tale.
ci riappropriamo del nostro mare. Attualmente, solo le compagnie petrolifere che operano entro le 12 miglia godono del privilegio di concessioni a tempo indeterminato. Nessuna concessione di un bene dello Stato può essere affidata a un privato senza limiti di tempo, come prevede anche la normativa comunitaria. Se vince il SI, sarà ripristinata la data di scadenza delle concessioni e il bene pubblico resterà tale.
VOTANDO SÌ
diamo più forza alle fonti rinnovabili. Le energie rinnovabili coprono il 40% dei consumi elettrici del nostro Paese, sono sempre più efficienti e rappresentano la prima voce di investimento nel mondo. Ad esempio, incentivando il biometano, potremmo ricavare una quantità di gas 4 volte maggiore a quello estratto nei mari italiani entro le 12 miglia. Se vince il SI, potremo finalmente puntare sulle rinnovabili e non più sulle fossili.
diamo più forza alle fonti rinnovabili. Le energie rinnovabili coprono il 40% dei consumi elettrici del nostro Paese, sono sempre più efficienti e rappresentano la prima voce di investimento nel mondo. Ad esempio, incentivando il biometano, potremmo ricavare una quantità di gas 4 volte maggiore a quello estratto nei mari italiani entro le 12 miglia. Se vince il SI, potremo finalmente puntare sulle rinnovabili e non più sulle fossili.
VOTANDO SÌ
diminuiamo i rischi e abbiamo garanzie sulla dismissione degli impianti. Non dare scadenza temporale alle concessioni vuol dire anche lasciare nel mare piattaforme e pozzi a tempo indeterminato. Questo aumenta di molto il rischio di incidenti. Se vince il SI, avremo la garanzia che le compagnie, una volta scaduta la concessione, smantellino piattaforme, pozzi e tutte le infrastrutture, come previsto dalla legge.
diminuiamo i rischi e abbiamo garanzie sulla dismissione degli impianti. Non dare scadenza temporale alle concessioni vuol dire anche lasciare nel mare piattaforme e pozzi a tempo indeterminato. Questo aumenta di molto il rischio di incidenti. Se vince il SI, avremo la garanzia che le compagnie, una volta scaduta la concessione, smantellino piattaforme, pozzi e tutte le infrastrutture, come previsto dalla legge.
VOTANDO SÌ
cancelliamo i privilegi di cui godono le lobby petrolifere. Il 70% delle concessioni produttive oggetto del referendum non paga le royalties, perché estrae un quantitativo minore della franchigia prevista dalla legge. Il risultato è che nulla è versato nelle casse dello Stato. Se vince il SÌ, elimineremo questi privilegi e non continueremo a “svendere” il nostro mare.
cancelliamo i privilegi di cui godono le lobby petrolifere. Il 70% delle concessioni produttive oggetto del referendum non paga le royalties, perché estrae un quantitativo minore della franchigia prevista dalla legge. Il risultato è che nulla è versato nelle casse dello Stato. Se vince il SÌ, elimineremo questi privilegi e non continueremo a “svendere” il nostro mare.
VOTANDO SÌ
fermiamo le trivellazioni ancora consentite nelle 12 miglia dalla costa. Oggi nel nostro Paese non è possibile ottenere nuovi permessi per trivellare entro le 12 miglia. Ma nulla impedisce che, nell’ambito delle concessioni già rilasciate e attualmente senza scadenza, siano installate nuove piattaforme e perforati nuovi pozzi, come nel caso delle piattaforme VegaB nel canale di Sicilia e Rospo Mare in Abruzzo. Se vince il SI, elimineremo il pericolo di nuove trivellazioni entro le 12 miglia.
fermiamo le trivellazioni ancora consentite nelle 12 miglia dalla costa. Oggi nel nostro Paese non è possibile ottenere nuovi permessi per trivellare entro le 12 miglia. Ma nulla impedisce che, nell’ambito delle concessioni già rilasciate e attualmente senza scadenza, siano installate nuove piattaforme e perforati nuovi pozzi, come nel caso delle piattaforme VegaB nel canale di Sicilia e Rospo Mare in Abruzzo. Se vince il SI, elimineremo il pericolo di nuove trivellazioni entro le 12 miglia.
VOTANDO SÌ
creiamo altra occupazione nel settore energetico, quello rinnovabile e dell’efficienza. Non sarà il referendum a mettere a rischio i posti di lavoro del settore di estrazione di petrolio e gas, comparto già in crisi da tempo: il 35% delle compagnie petrolifere sono già ad alto rischio fallimento, visto il crollo del prezzo del petrolio. Se vince il SI, possiamo dare gambe alle rinnovabili, raggiungendo i risultati della Germania con 400mila occupati nel settore.
creiamo altra occupazione nel settore energetico, quello rinnovabile e dell’efficienza. Non sarà il referendum a mettere a rischio i posti di lavoro del settore di estrazione di petrolio e gas, comparto già in crisi da tempo: il 35% delle compagnie petrolifere sono già ad alto rischio fallimento, visto il crollo del prezzo del petrolio. Se vince il SI, possiamo dare gambe alle rinnovabili, raggiungendo i risultati della Germania con 400mila occupati nel settore.
VOTANDO SÌ
diamo un contributo alla lotta ai mutamenti climatici. Alla COP21 di Parigi dello scorso dicembre, il Governo italiano - insieme ad altri 194 paesi - ha sottoscritto uno storico impegno a contenere la febbre della Terra entro 1,5 gradi centigradi, dichiarando fondamentale l’abbandono dell’utilizzo delle fonti fossili. Se vince il SI il popolo italiano sarà coerente con questo impegno.
diamo un contributo alla lotta ai mutamenti climatici. Alla COP21 di Parigi dello scorso dicembre, il Governo italiano - insieme ad altri 194 paesi - ha sottoscritto uno storico impegno a contenere la febbre della Terra entro 1,5 gradi centigradi, dichiarando fondamentale l’abbandono dell’utilizzo delle fonti fossili. Se vince il SI il popolo italiano sarà coerente con questo impegno.
VOTANDO SÌ
difendiamo il nostro diritto a decidere sulle scelte importanti del nostro Paese.
difendiamo il nostro diritto a decidere sulle scelte importanti del nostro Paese.
sabato 9 aprile 2016
VERITA' PER GIULIO REGENI
Oggi abbiamo inserito nella testata del nostro blog lo striscione della campagna di Amnesty International che chiede con forza alle istituzioni nazionali di fare luce sul caso del ricercatore friulano Giulio Regeni, torturato e ucciso in Egitto. Tante le istituzioni che hanno aderito, anche a livello locale come la Provincia di Udine con voto unanime.
Proprio in questi giorni, in cui drammaticamente si ferma il confronto romano tra gli "investigatori" egiziani e gli organi investigativi italiani, anche il Comune di Buja è intenzionato a trasmettere alle massime autorità italiane un documento in cui si richiede di fare chiarezza assoluta su quanto accaduto. Non un'adesione alla campagna di Amnesty International, come il nostro gruppo aveva caldeggiato, ma comunque un messaggio importante, chiaro e condiviso da parte di tutto il Consiglio comunale tramite una mozione in fase di completamento.
Non si possono più accettare altri depistaggi o versioni dei fatti fantasiose da parte di un paese che con l'Italia ha rapporti importanti. Non possiamo accettare che un giovane e brillante ricercatore venga torturato e ucciso per i suoi studi. Se ne sono sentite di tutti i colori su Giulio pur di allontanare quella che potrebbe essere la cruda e dolorosa verità, a volte fango vero e proprio senza nessuna sensibilità di fronte al suo immenso dolore, la perdita della vita ed il dolore dei familiari.
Per noi Giulio Regeni è un ragazzo che solo per la sua attività di studio e ricerca ha pagato un prezzo inaccettabile sotto qualsiasi punto di vita. Inaccettabile!
Da La Repubblica di oggi:
..."Ottima l'orata". Il procuratore generale aggiunto del Cairo Mostafa Soliman, il suo giovane addetto alla cooperazione Mohamed Hamdy, i generali Adel Gaffar, Mostafa Meabed, Ahmed Aziz e Alaa Azmi, scherzano e mangiano con l'appetito di chi sta celebrando la fine di un'indimenticabile vacanza romana. Chiedono agli esterrefatti commensali italiani, quando ci si rivedrà...
sabato 27 febbraio 2016
INIZIATIVE CELEBRATIVE DEL TERREMOTO NON FINANZIATE: FORSE UN MOTIVO C’E’
La nuova lamentazione del Sindaco di Buja si è levata alta
in occasione della presentazione del programma di eventi per celebrare il 40°
anniversario dei sismi del 1976.
Bergagna, come riportato dal Messaggero Veneto, si è
lamentato perché le proposte presentate dal nostro Comune non sono state
finanziate dalla Regione e perché questa ha trattato i proponenti come “figli e
figliastri” facendo fare la parte del leone a Venzone.
Non è qui il caso di ricordare come la cittadina medievale
sia un simbolo internazionale di ricostruzione ed in particolare di quella del
Friuli. Non si vuole nemmeno entrare nel merito delle proposte avanzate da
Buja.
Forse però sarebbe il momento di interrogarsi sul ruolo ed
il peso che Buja ha progressivamente assunto ed attualmente ha nel contesto
regionale.
Senza dubbio molto inferiore a quanto vale ed a quanto
meriterebbe.
Tutto ciò non è però casuale. E’ il frutto delle scelte, o
meglio non scelte, maturate dalle Amministrazioni che negli ultimi anni l’hanno
governata e che con la guida dell’attuale primo cittadino si sono accentuate.
Assenza di strategia politica, difficoltà di interlocuzione
con l’Amministrazione regionale e con le realtà limitrofe, incapacità di
lavorare in gruppo, conflittualità, autoreferenzialità, autocompiacimento,
supponenza e talvolta arroganza fanno si che a Buja non si guardi più come ad
un riferimento, un potenziale partner, un alleato affidabile. Al massimo la si
sopporta perché fa già parte di un Consorzio o di un’Associazione.
Prove evidenti e recenti sono il rapporto opportunistico con
la Comunità Collinare, quello prevaricatore nei confronti di Treppo Grande e
Colloredo di Monte Albano, la scarsa considerazione nelle programmazioni sovra
comunali, la rivendicazione di presunte primogeniture sulla nascita della
Protezione civile, la quasi totale incapacità di portare avanti progetti
europei da realizzare in partenariato.
E non si può dire che in tutto questo sia determinante il colore
politico. Anche con Amministrazioni “amiche” i rapporti non sono idilliaci.
Un vero peccato. Un freno evidente per il progresso della
nostra comunità di cui stiamo già pagando il prezzo e, se non vi sarà a breve
un inversione di rotta, risentiremo ancor più nel futuro.
giovedì 18 febbraio 2016
ENERGETICA-MENTE
Le questioni energetiche sono importanti, talvolta fondamentali, sia a livello globale sia locale.
Una buona gestione nel settore produce effetti positivi sulla casse comunali, nelle tasche dei cittadini e, più in generale, sulla qualità della vita di questi.
Quasi tutte le Amministrazioni locali si sono quindi mosse in questo ambito negli ultimi anni, spesso accedendo a finanziamenti dell’Unione Europea e non di rado con ottimi risultati.
Anche il nostro Comune ha realizzato qualcosa in tal senso: in passato qualche impianto fotovoltaico, più di recente il geotermico per scaldare la biblioteca, per il futuro i progetti per la realizzazione di due centraline idroelettriche sulla roggia Grava II e sul Rio Gelato che però stentano a vedere la luce.
Buttata al vento già nel 2012 un’occasione per farsi finanziare un piano energetico con fondi comunitari non si è più riusciti a incidere con efficacia in questo ambito, nonostante la nomina di un Consigliere delegato ad hoc.
Un indicatore di questa mancanza di visione è l’aumento dei costi per il consumo di energia elettrica per la pubblica illuminazione fatto registrare nel 2015 quando dai 130.000 € previsti si è passati a 145.000 € con un aumento dell’11,5%.
Magari qualche led in più e qualche ardita piattaforma in Monte in meno potranno in futuro aiutare ad ovviare a problemi che si traducono in maggiori spese per i cittadini tutti.
In questo senso potrebbe aiutare anche ad attuare campagne informative ed educative rivolte alla popolazione ed in particolare a bambini e ragazzi delle scuole.
Qualche anno fa almeno il Comune aderiva all’iniziativa M’ILLUMINO DI MENO (http://caterpillar.blog.rai.it/milluminodimeno/) promossa da RAI Radio2; ora che c’è il Consigliere delegato neanche a quella.
Intanto facciamo nostro il decalogo della manifestazione invitando tutti a rispettarlo ed a favorirne la diffusione:
Il decalogo di M’illumino di Meno
Pertanto lo sono anche per i Comuni sia per motivi ambientali sia economici.
Altro si sarebbe potuto e dovuto fare in questa legislatura, soprattutto se dall’inizio si fosse attuata una attenta programmazione incentrata su produzione energetica rinnovabile e, soprattutto, sul risparmio energetico.
Il decalogo di M’illumino di Meno
- spegnere le luci quando non servono
- spegnere e non lasciare in stand by gli apparecchi elettronici
- sbrinare frequentemente il frigorifero; tenere la serpentina pulita e distanziata dal muro in modo che possa circolare l’aria
- mettere il coperchio sulle pentole quando si bolle l’acqua ed evitare sempre che la fiamma sia più ampia del fondo della pentola
- se si ha troppo caldo abbassare i termosifoni invece di aprire le finestre
- ridurre gli spifferi degli infissi riempiendoli di materiale che non lascia passare aria
- utilizzare le tende per creare intercapedini davanti ai vetri, gli infissi, le porte esterne
- non lasciare tende chiuse davanti ai termosifoni
- inserire apposite pellicole isolanti e riflettenti tra i muri esterni e i termosifoni
- utilizzare l’automobile il meno possibile, condividerla con chi fa lo stesso tragitto. Utilizzare la bicicletta per gli spostamenti in città
sabato 13 febbraio 2016
DITE LA VOSTRA SUL PAESAGGIO REGIONALE
La Regione sta predisponendo il proprio Piano Paesaggistico (PPR)
Si tratta di una momento significativo sia per la conoscenza del nostro paesaggio sia per la costruzione delle regole future per la sua gestione. Solo a titolo di esempio vale la pena di ricordare come il futuro PPR avrà un influenza diretta sui Piani Regolatori dei Comuni.
La sua redazione prevede di essere accompagnata da un forte percorso partecipativo che sta coinvolgendo Amministrazioni locali, associazioni e singoli cittadini.
Nel corso degli ultimi mesi circa un centinaio di comuni (vedi qui), spesso in associazione fra loro, ha sottoscritto convenzioni con la Regione per la raccolta di informazioni necessarie alla redazione del PPR.
Attraverso tali accordi molti giovani neolaureati o studenti dei territori interessati hanno avuto la possibilità di ottenere specifiche borse lavoro, guadagnando qualcosa e facendo esperienza.
L’Amministrazione comunale di Buja, pur sollecitata da realtà limitrofe, non ha ritenuto di cogliere questa importante opportunità ed ha perso questo ennesimo treno.
Fortunatamente tutti i cittadini possono invece ancora esprimere la loro opinione sui valori positivi e negativi del paesaggio del proprio territorio attraverso l’Archivio Partecipato del PPR (link QUI).
Accedendo infatti a questo strumento è possibile inviare una segnalazione per sottolineare la bellezza e l’importanza di alcuni luoghi o il degrado di altri, ma anche eventuali buone pratiche già in atto o proposte di tutela e valorizzazione.
Insomma uno mezzo veramente democratico che ci mostra come il divario fra amministrazione pubblica e cittadini qualche volta si possa veramente colmare.
mercoledì 3 febbraio 2016
TREPPO NON VUOLE, COLLOREDO NEMMENO, COME FAREMO A FAR LA FUSION?
da cantare sull’aria di “Bella ragazza dalle trecce bionde“, canto popolare fiorentino...
Poche cose resteranno di questa legislatura comunale. Una di questa è la certezza che termini come “concertazione”, “coinvolgimento”, “partecipazione” e “rispetto istituzionale” non fanno parte della cultura politica del primo cittadino di Buja.
Ultima dimostrazione è la vicenda della proposta di fusione con Colloredo di Monte Albano e Treppo Grande. L’impressione è che il Sindaco si innamori di un’idea, se la coccoli in solitudine, la faccia crescere dentro di sé e poi, al termine della gestazione, la esterni al fine di guadagnarsi un titolo sul giornale. Quante volte è successo così? Tantissimissime!!!
Di cosa ne pensino gli altri non è che gli interessi poi molto, neanche i diretti interessati. Lui va per la sua strada e basta. Quindi potremmo definirlo un decisionista? Eh no, perché questa strada non porta da nessuna parte.
Sul caso specifico delle fusioni basta leggere cosa gli hanno risposto con chiarezza i Sindaci di Treppo Grande e Colloredo di Monte Albano (link). Niente annessioni, facciamo funzionare bene quello che c’è già e abbiamo altri progetti.
Ma lui niente! E’ innamorato cotto della sua idea e per sostenerla si scopre paladino dei referendum perché, sostiene il buon Bergagna, “Lasciamo decidere alla gente che spesso è più saggia dei politici”... Beh, se i politici sono come lui possiamo tranquillamente togliere “spesso”.
LINK UTILI
La posizione del Sindaco di Treppo http://messaggeroveneto.gelocal.it/udine/cronaca/2016/01/04/news/celotti-ecco-la-nostra-soluzione-per-mantenere-l-identita-1.12722553
La risposta di Colloredo e Treppo http://messaggeroveneto.gelocal.it/udine/cronaca/2016/01/30/news/i-sindaci-di-treppo-e-colloredo-non-ci-stanno-alla-fusione-1.12871378
Il nostro vecchio post
http://bujabenecomune.blogspot.it/2012/12/vision-locationma-che-beep-dice.html
Poche cose resteranno di questa legislatura comunale. Una di questa è la certezza che termini come “concertazione”, “coinvolgimento”, “partecipazione” e “rispetto istituzionale” non fanno parte della cultura politica del primo cittadino di Buja.
Ultima dimostrazione è la vicenda della proposta di fusione con Colloredo di Monte Albano e Treppo Grande. L’impressione è che il Sindaco si innamori di un’idea, se la coccoli in solitudine, la faccia crescere dentro di sé e poi, al termine della gestazione, la esterni al fine di guadagnarsi un titolo sul giornale. Quante volte è successo così? Tantissimissime!!!
Di cosa ne pensino gli altri non è che gli interessi poi molto, neanche i diretti interessati. Lui va per la sua strada e basta. Quindi potremmo definirlo un decisionista? Eh no, perché questa strada non porta da nessuna parte.
Sul caso specifico delle fusioni basta leggere cosa gli hanno risposto con chiarezza i Sindaci di Treppo Grande e Colloredo di Monte Albano (link). Niente annessioni, facciamo funzionare bene quello che c’è già e abbiamo altri progetti.
Ma lui niente! E’ innamorato cotto della sua idea e per sostenerla si scopre paladino dei referendum perché, sostiene il buon Bergagna, “Lasciamo decidere alla gente che spesso è più saggia dei politici”... Beh, se i politici sono come lui possiamo tranquillamente togliere “spesso”.
LINK UTILI
La posizione del Sindaco di Treppo http://messaggeroveneto.gelocal.it/udine/cronaca/2016/01/04/news/celotti-ecco-la-nostra-soluzione-per-mantenere-l-identita-1.12722553
La risposta di Colloredo e Treppo http://messaggeroveneto.gelocal.it/udine/cronaca/2016/01/30/news/i-sindaci-di-treppo-e-colloredo-non-ci-stanno-alla-fusione-1.12871378
Il nostro vecchio post
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mercoledì 27 gennaio 2016
TRA MEMORIA E PRESENTE
Oggi, 27 gennaio, GIORNO DELLA MEMORIA.
Auschwitz - Canzone del bambino nel vento
Francesco Guccini
Son morto con altri cento
Son morto ch'ero bambino
Passato per il camino
E adesso sono nel vento,
E adesso sono nel vento.
Ad Auschwitz c'era la neve
Il fumo saliva lento
Nel freddo giorno d'inverno
E adesso sono nel vento,
E adesso sono nel vento.
Ad Auschwitz tante persone
Ma un solo grande silenzio
È strano, non riesco ancora
A sorridere qui nel vento,
A sorridere qui nel vento
Io chiedo, come può un uomo
Uccidere un suo fratello
Eppure siamo a milioni
In polvere qui nel vento,
In polvere qui nel vento.
Ancora tuona il cannone,
Ancora non è contenta
Di sangue la belva umana
E ancora ci porta il vento,
E ancora ci porta il vento.
Io chiedo quando sarà
Che l'uomo potrà imparare
A vivere senza ammazzare
E il vento si poserà,
E il vento si poserà.
Io chiedo quando sarà
Che l'uomo potrà imparare
A vivere senza ammazzare
E il vento si poserà,
E il vento si poserà.
La canzone in versione live
Questa volta, per ricordare, abbiamo scelto una canzone. Una canzone di Francesco Guccini, scritta nell'ottobre del 1964, che lo stesso autore in un concerto di tre anni fa definì come ancora attuale. Una canzone che avrebbe voluto dismettere da tempo, che invece resiste, non per merito suo ma per l'evidenza che c'è ancora tanta strada da fare per questa umanità.
Il ricordo dell'olocausto, delle deportazioni, dell'orrore che ha sconvolto la civile Europa, coinvolto cittadini ebrei in maggioranza, nomadi, omosessuali, dissidenti politici, ecc., non è solo uno sguardo sconvolto rivolto al passato. E' un modo di mantenere accesa una fiamma, presidio di umanità, nei tempi attuali. Tempi diversi dalla metà del novecento ma ancora ammorbati dalle guerre, dalle violenze, dal razzismo, dalla sottomissione dei più deboli, dal disprezzo per i diritti umani, per il pensiero libero e le diverse sensibilità religiose.
Quanti sono i morti in Siria in questi ultimi anni? Ce lo chiediamo? Atrocità simili a quelle perpetrate nei campi di concentramento e sterminio nazisti ci riguardano ancora, spesso da vicino, in questo nostro presente. E se ricordiamo con orrore la Shoah, se versiamo lacrime di fronte alle testimonianze degli ormai pochi sopravvissuti, non possiamo rimanere indifferenti di fronte alle tragedie che accadono minuto dopo minuto di ogni giorno di questi tempi.
E se ci guardiamo intorno, è certo che la canzone di Francesco Guccini, con il suo titolo così evocativo, non può essere ancora dismessa...
In coda al testo, che è giusto leggere prima di ascoltarlo incastonato nella musica, trovate il link all'esecuzione live del pezzo di tre anni fa.
Auschwitz - Canzone del bambino nel vento
Francesco Guccini
Son morto con altri cento
Son morto ch'ero bambino
Passato per il camino
E adesso sono nel vento,
E adesso sono nel vento.
Ad Auschwitz c'era la neve
Il fumo saliva lento
Nel freddo giorno d'inverno
E adesso sono nel vento,
E adesso sono nel vento.
Ad Auschwitz tante persone
Ma un solo grande silenzio
È strano, non riesco ancora
A sorridere qui nel vento,
A sorridere qui nel vento
Io chiedo, come può un uomo
Uccidere un suo fratello
Eppure siamo a milioni
In polvere qui nel vento,
In polvere qui nel vento.
Ancora tuona il cannone,
Ancora non è contenta
Di sangue la belva umana
E ancora ci porta il vento,
E ancora ci porta il vento.
Io chiedo quando sarà
Che l'uomo potrà imparare
A vivere senza ammazzare
E il vento si poserà,
E il vento si poserà.
Io chiedo quando sarà
Che l'uomo potrà imparare
A vivere senza ammazzare
E il vento si poserà,
E il vento si poserà.
La canzone in versione live
lunedì 2 novembre 2015
CRONACHE DI COMMISSIONE PARI OPPORTUNITA'
Da piccola, per carnevale io volevo essere Zorro o Robin Hood. Il mio lato “salviamo il mondo dalle ingiustizie” non tollerava fronzoli da principessa.
Anni dopo ho capito che le principesse hanno più possibilità di combattere i cattivi. Conoscono i ministri, entrano nei luoghi di potere ed hanno dalla loro l’opinione pubblica e la visibilità. Però Zorro conseguiva risultati immediati. Forse non duraturi.
Ho scoperto che il lato “contro le ingiustizie” sarà infantile, ma agita in sottofondo diversi adulti straordinari, gli dà forza e pazienza per fare vera politica, l’arte di intrecciare relazioni, mettere assieme competenze e risorse, focalizzare un obiettivo e perseguirlo per anni. Avevo ritrovato questo in Paola Schiratti, vicepresidente della Commissione Fvg Pari Opportunità, conosciuta attraverso i suoi interventi pubblici, di cui due a Buja, in un dibattito sulle donne ed il lavoro e alla neonata commissione di pari opportunità del comune, per presentare il protocollo antiviolenza.
Abbiamo sofferto la sua perdita quest’anno a luglio, ma il suo lavoro va avanti. Il 25 novembre, giornata mondiale contro la violenza sulle donne, ad Udine ci sarà un convegno ed una serie di incontri, la regia dei quali parte dal lavoro di Paola, mentre la sua associazione “Le donne resistenti” continua l’opera di diffusione e di lavoro in rete.
La commissione pari opportunità di Buja, di cui faccio parte e che tra poco compirà un anno di attività, mi ha dato la possibilità di avere, da un lato un osservatorio privilegiato sulla situazione in regione, grazie ai contatti ed agli incontri avuti con i referenti istituzionali, dall’altro poter lavorare assieme a persone con competenze ed esperienze diverse, alla ricerca di un obiettivo necessario e fattibile per Buja.
Violenza domestica, bullismo, vandalismo (alla luce anche dei fatti recenti occorsi ai danni della scuola di Madonna e del pulmino scolastico) sono gli argomenti trattati in commissione e da cui verrà scelta una proposta che si farà progetto da sottoporre in Giunta.
Sono argomenti di cui si parla di solito con una premessa: “qui a Buja siamo un’isola felice rispetto ad altri posti”.
Non credo purtroppo che esistano isole felici, ma solo isole silenti. Preferisco lo scandalo, il “chi l’avrebbe mai detto” al silenzio che rende le ingiustizie una norma, colpevolizza la vittima e male-educa gli spettatori. Benvenuto nel 2010 allo “scandalo” della ragazzina tredicenne che vendeva sue foto porno in cambio di ricariche, episodio che aveva coinvolto una scuola media della zona collinare. Benvenuto soprattutto se attorno ad un fatto, esaurite le reazioni indignate di pancia, cominciano le riflessioni costruttive.
Scriveva Paola nel suo blog:
“…parlando con le donne dei miei paesi sulla violenza domestica mi sono sentita dire : “e ie une robe simpri stade e simpri e sarà” “ coventarès une conference ogni di e no une volte ogni an” “ viodi chi chest segn, o ai alçât il brac par difindi me mari e me pari mi a scotade me cul tireboris, o soi cressude cu le pôre di me pari zelôs e violent, a mi mi difindeve me fradi grant”.
“…parlando con le donne dei miei paesi sulla violenza domestica mi sono sentita dire : “e ie une robe simpri stade e simpri e sarà” “ coventarès une conference ogni di e no une volte ogni an” “ viodi chi chest segn, o ai alçât il brac par difindi me mari e me pari mi a scotade me cul tireboris, o soi cressude cu le pôre di me pari zelôs e violent, a mi mi difindeve me fradi grant”.
Provate a mettere attorno ad un tavolino un gruppo di donne in confidenza fra loro e provate a chiedere se sono state vittime/ spettatrici di atti di violenza o bullismo.
All’inizio tutte diranno di no, ma specificate che per violenza intendete anche un moroso perseguitante, un gruppo di amiche maldicenti sino all’esclusione sociale, un professore o un capo ufficio che ti riduce in lacrime, la mano sul seno o sul sedere dello sconosciuto in una fila, il passo da affrettare o la telefonata da fingere mentre arrivano attenzioni non gradite.
Otterrete un “ahhh” collettivo. Ah, questa non è violenza! E’ normale. Non c’è donna che non abbia subito una cosa simile o che non l’abbia vista accadere. Anche ad uomini, anche se la par condicio in questi casi non è motivo di orgoglio.
Educare a non girare la sguardo, quello che genera il commento tardivo del “lo sapevano tutti” che non fa vergognare più nessuno, a sentirsi parte di una comunità, a consegnare al futuro una generazione migliore o quantomeno con preconcetti più nuovi.
“Parlavo con soggetti politici e sentivo il loro sguardo dietro alle mie spalle, a calcolare quanto elettorato e popolarità portavo assieme alla mia proposta. Poi ho incontrato Paola, che mi guardava negli occhi” E’ stato detto alla serata commemorativa tenutasi a fine ottobre per Paola Schiratti e mi piace pensare che sia una strada percorribile: progetto che parte dal territorio, ascolto delle istituzioni, fattibilità che non nasce dalla sola erogazione di fondi, ma dalla disponibilità delle persone a mettersi in gioco ed a condividere. I fondi finiscono, il tessuto sociale va solo coltivato.
a cura di Maddalena Bolognesi
Commissione Pari Opportunità di BUja
Buja bene comune - Buje par ducj
sabato 26 settembre 2015
NON VOGLIO NOIE NEL MIO LOCALE!
Questa Amministrazione è allergica al confronto e alla discussione quando si entra nel merito, vive con fastidio il dibattito e predilige i monologhi retorici del Sindaco, sovrano con diritto di vita o di morte sui pensieri altrui... L'ultima seduta del Consiglio comunale di mercoledì 23 settembre si è rivelata, dal punto 5 in poi, uno dei momenti più avvilenti della mia esperienza politica a Buja.
L'ordine del giorno della serata poteva essere superficialmente ritenuto tecnico, dedicato alle consuete variazioni di bilancio. Pratiche normali, soprattutto per un'Amministrazione carente nella capacità di programmazione come si sta rivelando quella attuale guidata da Stefano Bergagna. Entrando però nel merito di alcune di queste variazioni di bilancio ci si trova di fronte a temi politici, temi che meriterebbero un ampio e coinvolgente dibattimento. Molti dei punti in discussione mercoledì scorso erano infatti attinenti al finanziamento pubblico verso Enti religiosi e scuole private, entrambi unicamente di natura cattolica.
Se diamo per scontato che questi argomenti non debbano divenire oggetto di confronto civile allora si possono declassare a semplice passaggio tecnico. Se, invece, come io credo, riteniamo che parlare oggi del rapporto tra lo Stato laico - e tutte le sue istituzioni - con il mondo delle religioni sia attualità politica, un Consiglio comunale può e deve farsi interprete delle diversità di pensiero sul merito.
Di fronte alla "Ratifica deliberazione d'urgenza della Giunta Comunale n.139 del 15/09/2015 avente ad oggetto: Variazione n.3 al Bilancio di previsione 2015" (punto 5 odg), che prevede
- Un ulteriore incremento del finanziamento alle scuole private convenzionate di 8.000 euro (oltre i 40.000 già previsti).
- Un ulteriore incremento dei contributi a "Pro Buja e Associazioni Sociali" di 15.000 euro (oltre i 29.000 già previsti), che si rivela in realtà destinato per 10.000 euro alla realizzazione di un accesso non ben definito per persone disabili per l'ingresso della Chiesa di S. Stefano.
Qualche domanda era lecita da parte nostra.
Quando parliamo di scuole private paritarie nel caso in questione stiamo parlando di scuole cattoliche. Significa che su una variazione di bilancio di 49.400 euro, almeno 18.000 sono destinati ad Enti in qualche modo appartenenti alla Chiesa cattolica. Un pensierino nasce spontaneo, visto che queste realtà ricevono già contributi regionali, che la Chiesa cattolica beneficia dell'8x1000, dell'esonero dal pagamento delle tasse sugli edifici di proprietà ecclesiastica qualificati come luoghi di culto (molti utilizzati in versione commerciale e con lucro), dei contributi nazionali per il mantenimento degli edifici di culto intesi come beni culturali, ecc. Possiamo pensare ad un limite?
A proposito di religione, Dio sa quante volte noi di Buja bene comune abbiamo richiamato l'Amministrazione in carica ad una maggiore attenzione riguardo l'abbattimento delle barriere architettoniche proprio per una più semplice mobilità dei disabili. I soldi non ci sono mai in questo caso. Se il monsignore chiede, però (assolutamente lecito chiedere da parte sua, sia chiaro) le sostanze si trovano. Su altre utilità per la cittadinanza c'è il paravento del patto di stabilità, la crisi, altre priorità, ecc.
Mercoledì sera ho ritenuto giusto aprire un dibattito, avrei voluto parlare dell'articolo 33 della Costituzione, della Legge 62/2000, cercare di mettere a confronto in termini di assoluta civiltà pensieri diversi. So bene che per molti è ormai "normale" vivere in un brodo culturale impregnato di una appiccicosa ambiguità nei rapporti Stato/Chiese. Per me non è così, ritengo che gli Stati confessionali o finti laici siano un grosso limite per l'evoluzione delle società, posso dirlo? Possiamo parlarne in un Consiglio comunale? Vorrei tanto ascoltare anche il pensiero di chi la vede in modo diverso. Un pensiero articolato sul merito però non delle battute di bassa lega.
Mercoledì questo non è stato possibile. Dopo aver espresso le mie perplessità ho dovuto subire una sorta di lezione di moralità dal Sindaco, dall'assessore Guerra e dal consigliere Zontone. Chi mi accusava di essere anticlericale a prescindere, chi mi accusava di non avere a cuore i disabili, chi mi rinfacciava di aver dato vita ad un progetto scolastico alternativo, come per dirmi "ma di che cosa parli proprio tu?!". Salvo poi ritirare la manina dato che la realtà di cui parlava Guerra è totalmente autosostenuta da chi la fa vivere, una cooperativa di genitori.
Ho dovuto alzare la voce perché si voleva impedire uno scambio di idee. Sì perché... allora che ci stiamo a fare lì? Istintivamente ho detto -"va bene, mi taccio, fatevi pure il vostro Consiglio nel vostro confortevole fortino". Che senso ha?
Il colmo è stato raggiunto quando il Sindaco Bergagna, colto da afflato samaritano, ha pontificato sul fatto che queste realtà private cattoliche accolgono anche bambini e ragazzi extracomunitari. Ma come, il Sindaco pensa che si tratti di uno slancio meritorio o di una compassionevole concessione? Non dubito delle ottime intenzioni e pratiche delle due scuole ma va detto chiaro che le scuole paritarie devono accogliere tutti come requisito base per essere definite paritarie.
Ammiro sempre questo spirito da buon cristiano del Sindaco, la stessa persona che si scaglia contro "Zingheri e negri" (come scrisse su Facebook) per opportunismo elettorale e per spirito di mal riposto cameratismo con le sue frequentazioni.
E' stato francamente avvilente, tutti zitti e allineati gli esponenti della maggioranza, un po' timidi anche gli amici della minoranza vicini di banco in Consiglio. So che il tema è delicato, uno di quei terreni mobili su cui si rischiano i voti. Ma proprio questi sono gli argomenti su cui varrebbe la pena di esprimere alta e buona politica, in difesa della democrazia compiuta.
Per rispondere anche ad eventuali semplificazioni giornalistiche spiego in breve i motivi che hanno portato alla posizione assunta in Consiglio su questi temi:
Vista la situazione sul campo, avremmo dato anche noi il nostro voto favorevole. A patto però che si fissasse un tetto, un limite a queste elargizioni. Almeno un orizzonte temporale che non impegnasse altre Amministrazioni future. Tutto qua. Di questo non si è potuto di fatto discutere, la situazione è rimasta quella prospettata dalla maggioranza, il resto della minoranza non ha ritenuto di esprimersi sui punti 8 e 9 votando a favore o astenendosi. A quel punto non potevo che esprimere un voto contrario. Un voto assolutamente non ideologico, sia chiaro!
Comprendo anch'io lo stato di fatto, queste scuole sono da molto tempo un riferimento importante in ambito locale, nello stesso tempo, non si può tacere che qui come nel resto d'Italia la presenza di queste realtà collegate alla Chiesa sia stata per molti versi ingombrante riguardo lo sviluppo della scuola pubblica.
Possiamo quindi ritenere utile alla collettività quanto i due Enti in questione fanno. Non si può, tuttavia, non porre dei limiti a questo sostegno pubblico a realtà private che di fatto è escluso dalla stessa Carta Costituzionale. Insomma, siamo aperti a considerare l'importanza che rivestono sul nostro territorio ma con dei limiti. Questo è, nessun anticlericalismo evocato dall'assessore Guerra. Noi siamo per privilegiare la distribuzione di risorse alla scuola pubblica, senza demonizzare nessuno ma tenendo conto di un senso di equilibrio che uno Stato laico dovrebbe mantenere.
Vorrei solamente che non dovessimo essere tutti fagocitati in una sorta di Pensiero Unico, dove ci si balocca a dipingere chi la pensa diversamente come un cigno nero. In fondo poi sappiamo che i cigni neri possono tornare utili nello sviluppo delle coscienze.
E' così difficile in Italia concepire lo Stato e le sue istituzioni come il luogo di tutti? Qualunque sia il colore, la religione, il pensiero?
Credo che anche a Buja si possa sperare in questo...
Marco Virgilio
domenica 26 luglio 2015
CIAO PAOLA...
Ciao Paola, ti ricorderemo per la tua profonda umanità, per la professionalità ed il forte impegno in favore delle donne, per la passione con cui ci sei stata vicino quando te l'abbiamo chiesto.
La tua disponibilità e competenza costituiranno per noi e per tutti quelli che ti hanno conosciuta esempio di senso civico, caratteristica sempre più rara nei tempi che stiamo vivendo.
Alla tua famiglia ed ai tuoi amici giunga la nostra vicinanza in questo momento così difficile.
La tua disponibilità e competenza costituiranno per noi e per tutti quelli che ti hanno conosciuta esempio di senso civico, caratteristica sempre più rara nei tempi che stiamo vivendo.
Alla tua famiglia ed ai tuoi amici giunga la nostra vicinanza in questo momento così difficile.
Così, colpiti e profondamente addolorati per la scomparsa dell'amica Paola Schiratti, ricordiamo, tra i tanti suoi preziosi contributi, l'autorevole intervento - solo pochi mesi fa come ospite della Commissione Pari Opportunità di Buja - a favore dell'adesione del Comune di Buja alla rete del protocollo antiviolenza sulle donne.
E oggi il nostro ricordo va anche a Giorgio Ellero, amico e compagno di strada che ci ha prematuramente ed improvvisamente lasciato.
Un addio ed un grazie dal cuore da parte di tutti noi di Buja bene comune
Di seguito il link al post dell'aprile 2012, un breve report della bellissima serata organizzata nel corso della campagna elettorale dal titolo: "Ce vites! Saperi e passione: la politica al femminile". Era il 27 aprile, il Bar Miami pieno e partecipe e tra gli ospiti proprio Paolo Schiratti. Clicca QUI!
lunedì 20 luglio 2015
I NONNI DI BUJA E LA BIBLIOTECA CLIMATIZZATA
Il Messaggero Veneto di alcuni giorni fa ha pubblicato l'articolo che potete leggere qui dedicato alla Biblioteca di Buja proposta come rifugio per i nonni di Buja in fuga "dall’afa che caratterizza questa estate torrida".
Se avessimo chiesto di commentare questo pezzo ad uno dei personaggi più amati della coppia comica Lillo e Greg, il grande capo Estiqaatsi, certamente ci saremmo sentiti rispondere: "Estiqaatsi!! ... pensa che... è bello che nonni possano stare freschi dentro Biblioteca... meglio che in casa bollente a inseguire piccoli nipotini e prendere randellate da loro Squaw...".
Si scherza, per carità, con enorme simpatia e rispetto verso gli anziani e il loro inestimabile valore sociale. E' anche un'ottima cosa che gli anziani, nonni o no, possano frequentare una Biblioteca fresca d'estate e calda d'inverno.
Certo è che la strizzatona d'occhi - "l'investimento effettuato dall'amministrazione comunale per la realizzazione del riscaldamento geotermico nella biblioteca comunale ha permesso di dotare quelle strutture di un climatizzatore che può essere utile non solo ai frequentatori abituali della biblioteca all'impianto geotermico, voluto e realizzato da quest'amministrazione" - lascia un evidente retrogusto di strumentalizzazione, neppure nascosto tra le righe, anzi!
Insomma, se dobbiamo utilizzare anche gli eventi meteorologici e climatici, i bimbi e i nonni per incensare la grande lungimiranza di questa giunta la cosa diventa un po' stucchevole, via.
Ma ci mancherebbe... così sia! Anche se poi però i bilanci mettono in luce una ben modesta capacità di programmazione.
Quindi, bene il geotermico ma non gli atteggiamenti strumentali che tirano in ballo nonni e caldo oggi, bimbi e il freddo domani, la piccola fiammiferaia e via avanti con altre amenità. Un po' di sobrietà non guasterebbe, si poteva comunque promuovere la Biblioteca, semplicemente, anzi... giusto farlo!
lunedì 20 aprile 2015
IL CAMPANILE DELLA DOMENICA A BUJA
La popolare trasmissione di Telefriuli, condotta da Franca Rizzi, è sbarcata a Buja domenica 19. La diretta di quattro ore, Messa compresa, è andata in onda dalla piazza del Municipio ed è stata un indubbio successo. Grande partecipazione da parte delle associazioni della nostra cittadina tra cultura e tradizioni, bande musicali, Balarins, discipline sportive e i magnifici ambienti naturali di questo angolo del comprensorio morenico. Tanti anche i cittadini in piazza in una splendida giornata di sole. E' stata una bella festa che ha messo in risalto le molte ricchezze di Buja, ricchezze che vanno curate e sviluppate. Tanto si potrebbe fare nel campo delle iniziative culturali e della valorizzazione degli ambienti naturali, per chi vi abita e per attrarre un turismo sostenibile.
E' stata una buona occasione per riflettere su come "riaccendere Buja", si può fare molto, pur con investimenti contenuti. Con la collaborazione di tutti e con il patrimonio di bellezza di cui disponiamo è una scommessa che si può vincere... solo partecipando però!
Replica in tre parti:
Martedì 21 alle, mercoledì 22 e giovedì 23 alle ore 15 su Telefriuli
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Martedì 21 alle, mercoledì 22 e giovedì 23 alle ore 15 su Telefriuli
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